Torna Gianni Denitto e il suo sax: tanti ospiti al Jazz club di Torino

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Rientra in Italia il sassofonista Gianni Denitto, dopo un tour in giro per il mondo, durato diversi anni. Questa sera (13 ott), alle 21,30, infatti, sarà l’ospite d’onore al Jazz club di Piazza Valdo Fusi, a Torino. Con lui sul palco si alterneranno vari ospiti e amici, tra i quali:  Kamod Raj Fabio Giachino Cheikh Fall Arianti Alessandro.

Grazie all’album Brain on a sofa, uscito alla fine del 2014, il sassofonista torinese ha potuto viaggiare e diffondere la propria musica in molti paesi: Cina, India, Nepal.

Al Jazz Club di Torino Gianni Denitto presenterà un resoconto delle proprie esperienze in note e in anteprima assoluta il nuovo album realizzato con Alessandro Arianti e in previsione di uscita nel 2017.

A Gianni Denitto abbiamo chiesto di raccontarci il suo percorso e la sua musica.

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LP: Dopo tre anni di tour, questo concerto segna il tuo rientro a Torino, finalmente! Come ti senti?

GD: Benissimo. Ho fatto tre anni di giri, ritornavo di tanto in tanto a casa, ma ero più spesso all’estero. Adesso ho deciso di fermarmi in pianta stabile a Torino e in Italia perché devo finire di registrare i miei due nuovi progetti, due dischi in programmazione.

LP: Dal concerto al jazz club cosa ci dobbiamo aspettare? Cosa proporrai?

GD: Ci saranno diversi momenti. Suonerò alcuni brani del mio album “Brain on a sofa” e poi ho invitato alcuni amici e ospiti della serata che rappresentano il mio passato e il mio futuro musicale. Il Jazz club di Torino è stato molto collaborativo, la serata è a ingresso gratuito. Sarà un evento unico, in un luogo abbiamo riunito amici musicisti che hanno toccato la mia vita e che saranno nel mio percorso prossimo. Quindi ascolteremo qualcosa in anteprima di ciò che ho in preparazione. Sono sicuro che sarà una serata emozionante. 

LP: Quanto della cultura dei paesi stranieri che hai toccato nel tuo tour è entrato dentro alla tua musica?

GD: Tantissimo. Ogni paese ha una tradizione particolare legata alla musica. Ad esempio l’India ha una tradizione millenaria nella sua musica, anche il Senegal. La Cina è un po’ più neutra, sono più esterofili. In Sudafrica ho riscontrato molto interesse verso jazz, più che folk.  In Australia c’è un mix di tante culture. In alcuni paesi è dunque più facile entrare in contatto con la loro musica folk, con nel caso dell’india e del Senegal, in altri un po’ meno.

LP: Il tuo percorso musicale attuale dove ti sta portando, cosa racconterai nei tuoi prossimi album?

GD: Nei miei prossimi album, ovviamente parlerò dei miei viaggi, racconterò le mie esperienze. Tutto quello che ho assorbito dagli incontri avuti e che sto rievocando con gioia. Saranno dei veri e propri “Viaggi”, viaggi musicali… In giro ho registrato con diversi musicisti e ho del materiale che sto usando… una sorta di evoluzione… rispettando quelli che sono sempre i miei interessi nella musica, jazz, rock, classica o elettronica, senza dimenticare il mio vissuto.

  

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