Roccella Jazz Festival – Dal Rear Windows (concerti nel cortile) al Jaming Around

Sessione di luglio – Dopo lo splendido concerto della PFM, il Roccella Jazz festival si è diretto concettualmente  al celebre film di Hitchcock “La finestra nel cortile” con il ritorno nel mitico cortile delle scuole elementari che per molti anni ha ospitato i concerti del Festival prima che Roccella si dotasse di strutture quali il Teatro al Castello, l’Auditorium Comunale e l’ex Convento dei Minimi. “Rear windows – I concerti nel cortile”, infatti, è il nome della mini rassegna che si è tenuta il 13 e il 14 luglio nello spazio magico che ha ospitato i concerti memorabili di Ornette Coleman, George Russell, Chick Corea, Charlie Haden, Richard Muhal Abrams, Carla Bley, Don Cherry, Cecil Taylor e tanti altri. In questa occasione, invece, ha visto come protagonisti alcune vecchie e nuove leve del jazz italiano. Ad aprire la rassegnaè stato Gabriele Mitelli con il suo progetto “The world behind the skin”. Il giovane musicista bresciano è considerato ormai uno dei grandi nuovi talenti del nostro paese. Vincitore del “Premio Top Jazz 2017 – Migliore talento” si distingue per la passione per l’uso di vecchi strumenti. A Roccella, infatti, presenterà un progetto sviluppato con la cornetta e il supporto dell’elettronica. A seguire Imago Trio, composto da Luciano Caruso al sax soprano, Andrea Massaria alla chitarra elettrica e Raul Catalano alla batteria. Progetto all’insegna dell’improvvisazione con musiche ispirate da cineasti dell’inizio del Novecento come Man Ray, Marcel Duchamp e René Clair. Il primo set della seconda serata ha visto impegnati tre musicisti di grande esperienza come Carlo Caligiuri alla batteria, Max Tempia al piano e all’organo Hammond e Giovanni De Sossi al contrabbasso. Il concerto del ritorno in Calabria di Max Tempia, grande virtuoso dell’organo Hammond e componente della Zago Boogie Band, celebre formazione del Maurizio Costanzo Show. La mini rassegna è stata chiusa dal quartetto del sassofonista siciliano Orazio Maugeri con Francesco Scaramuzzino alle tastiere, Pino Delfino al contrabbasso e Antonio Petralia alla batteria. Orazio Maugeri vanta una vasta attività concertistica e discografica con famosi musicisti italiani e stranieri, dalla musica Jazz alla musica etnica, dalla musica d’autore alla musica contemporanea.

La sessione di agosto è già partita con l’ormai tradizionale sezione Jamming Around con due serate al Porto delle Grazie di Roccella Jonica.

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Il 12 agosto ad aprire è stato “BALKANIKA” dell’AJS Trio considerato uno dei migliori gruppi della scena jazzistica albanese. Di recente si è messo in grande risalto al Balkan Jazz Showcase che si è svolto a Tirana in Albania lo scorso aprile e ha registrato la partecipazione di numerosi gruppi provenienti dalla grande area balcanica. L’AJS Trio di Gent Rushi (tastiere), Ermal Rodi (sassofono e flauto) e Emiljan Dhimo (batteria), ha presentato un progetto che lega brani di ispirazione balcanica al jazz, un genere proibito per molti anni dal passato regime con storie tragiche di musicisti e compositori condannati a morte per aver avuto a che fare con questo genere considerato “maledetto” dal regime di Enver Hoxha. A seguire l’esibizione di “WOODSTOCK RELOADED” dell’Enzo Pietropaoli Wire Trio, un progetto che rivisita in chiave jazz un rito orgiastico epocale, unico e irripetibile quale fu il Festival di Woodstock. Il contrabbassista romano, che è ormai considerato uno dei senatori del jazz italiano, viene affiancato da due talenti come Enrico Zanisi al piano e alle tastiere e Alessandro Paternesi alla batteria.

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Il concerto del 13 agosto, invece, ha visto la presenza di Deborah J. Carter una primadonna del jazz mondiale, con il suo quartetto europeo. La celebre vocalist statunitense ha interpretato celebri brani che hanno fatto la storia del jazz, con arrangiamenti spesso da lei elaborati, ed è stata affiancata da Daniele Gorgone al pianoforte, Marco Piccirillo al contrabbasso ed Elio Coppola alla batteria.

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Il 15 agosto un’altra tappa del Jamming Around al Jazz Village di largo Colonne Rita Levi Montalcini. Serata all’insegna della musica africana “High life” del Wise African Cultural Group, un ensemble creato dall’omonima associazione presieduta da Blessing Ajuka Ngozi e ospitato dal Museo dello Strumento Musicale di Reggio Calabria diretto da Demetrio Spagna. Costituito prevalentemente da musicisti africani si esibisce in abiti originali e utilizza anche strumenti musicali etnici.

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     Giorno 16, in prima serata, un duo di grande raffinatezza espressiva con Flaviano Braga alla fisarmonica e Simone Mauro al clarinetto basso. Anche se i due hanno una formazione classica, il loro progetto “SPECK & ZOLA”, che attinge soprattutto dal folklore della loro zona d’origine, è caratterizzato da un linguaggio etno-jazz imperniato sulla musica improvvisata. In seconda serata, invece, il primo dei concerti dedicati a uno dei più grandi musicisti del XX secolo. Mentre l’anno scorso è risultata vincente la scelta di dedicare il Festival a Rino Gaetano, la stella che brillerà su questa edizione del Festival si chiama Frank Zappa un italo-americano che ha lasciato un’impronta indelebile nella storia della musica in tutte le sue forme. E’ riuscito, infatti, ad attraversare tutti i generi a livelli sempre strepitosi ed è perfettamente in linea con “Italians”, il tema scelto quest’anno. Da sud si andrà a ovest, quindi, e anche in questo caso non si tratta di un jazzista a tutto tondo, ma di un esponente della musica pop e rock degli anni settanta che somiglia un po’ a Gaetano. Infatti, anche se la statura musicale e l’appartenenza ai generi sono diverse, Frank e Rino hanno in comune l’essere stati due ribelli sempre insofferenti delle regole oppressive fissate dal sistema. Lo hanno fatto con i testi delle loro canzoni, con il loro approccio musicale e anche con i loro atteggiamenti. Non a caso sono stati entrambi soggetti a censura. A Zappa saranno dedicati tre concerti, una conferenza e un film. Era stata programmata anche la presenza del figlio Dweezil, ma è venuta meno all’ultimo momento per alcuni intoppi di carattere burocratico. Sarà “A VIBES AND MARIMBA TRIBUTE TO THE MUSIC OF FRANK ZAPPA” (appena uscito il CD) il primo progetto ad andare in scena sotto la direzione di Marco Pacassoni che non a caso è un suonatore di vibrafono e marimba come Ruth Underwood, compagna di strada di Frank Zappa in molti progetti. Pacassoni e il suo ensemble (Alberto Lombardi alle chitarre, Enzo Bocciero pianoforte e tastiere, Lorenzo De Angeli basso e Matteo Pantaleoni batteria) rivisiteranno, con arrangiamenti del leader del gruppo, i brani più famosi eseguiti dai Frank e Ruth con diverse formazioni.

     Giorno 17, in prima serata, il violinista Luca Ciarla, uno dei musicisti italiani più apprezzati all’estero, dimostrerà che un “solo” può funzionare come una band. Con il suo progetto “VIOLIN 2.0”, infatti, Ciarla ridisegnerà i confini del violino jazz con un pedale loop, la sua voce e l’elettronica producendo i suoni di un’intera orchestra. In seconda serata il primo progetto originale della cantautrice Valentina Gullace che presenterà a Roccella i brani del suo primo Cd in uscita a ottobre. S’intitola “LA MIA STANZA SEGRETA” ed è la fotografia del suo lungo percorso artistico come cantante di musical nei teatri e performer di successo nei club a fianco di numerosi jazzisti italiani. Con la Gullace ci saranno Seby Burgio (pianoforte e arrangiamenti), Daniele Sorrentino (contrabbasso) e Federico Scettri (batteria).

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