ILARIA PILAR PATASSINI, già in tour, racconta il suo nuovo album “Luna in ariete”

ilaria pilar patassini colore web_Ph. Paolo SorianiILARIA PILAR PATASSINI è in tour per presentare “LUNA IN ARIETE”, il nuovo album. Il disco, registrato in presa diretta in tre session live durante la gravidanza della cantante, vede la produzione artistica firmata dalla stessa autrice e da Federico Ferrandina, chitarrista e arrangiatore.

“Luna in Ariete” è il quarto album di inediti di Ilaria Pilar Patassini. A distanza di quattro anni dalla pubblicazione dell’ultimo disco, la cantante mette un punto e a capo e torna mettendo in luce la sua natura autoriale, con brani che vedono al centro una vocalità più asciutta, la parola e un suono narrante, crepuscolare e nudo.

Abbiamo chiesto all’artista di raccontaci il percorso di questo suo ultimo lavoro discografico:

LP: Come nasce il progetto LUNA IN ARIETE?

PILAR: Luna in Ariete è stato concepito molti anni fa. Solitamente succede così: quando sei in dirittura d’arrivo o in sala registrazione incidendo un disco, automaticamente la prima cosa che pensi è a quello successivo. Già anni fa Luna in Ariete era in una fase embrionale. Il titolo in realtà proviene da una piccola storia: dopo un concerto in Sicilia mi avvicinò una signora chiedendomi se fossi del segno del Leone, risposi di no, ma lei insistette dicendo che forse Leone era il mio ascendente, risposi ancora no, allora ancora più tenacemente sostenne che dovevo avere “un qualche Leone” in corrispondenza di un pianeta… Risposi che qualcuno una volta mi aveva fatto il tema natale, ma che di Leone neanche l’ombra. Non contenta la signora mi fece lei stessa il tema natale e scoprì che effettivamente il fuoco del mio carattere proveniva dalla LUNA IN ARIETE. Non si spiegava infatti come non ci fosse traccia del leone nel mio oroscopo “… Con tutti questi capelli mossi e questa passione…”. Fu divertente. Dopo questo episodio per curiosità sono andata a leggermi cosa recitasse il tema natale con luna in ariete e ho scoperto il significato: insofferente alle autorità, soggetto a colpi di testa, molto tenace, molto caparbio, leale. Tutti temi incentrati sul contrasto. Luna in ariete è quindi un titolo assertivo, sintetico, descrittivo della mia personalità ed è anche una forma di accettazione della mia personalità e delle mie inquietudini. Uno dei temi fondanti del mio album è la dualità, la divisione. Anche nel titolo, quindi, è possibile ritrovare la celebrazione della serenità acclamata dalla famigerata maturità.

LP: Ora che è nato il tuo bambino, come fai a conciliare la tua attività con l’impegnativo mestiere di mamma?

PILAR: Io ti risponderò a patto che quando tu la prossima volta intervisti un cantautore maschio o un qualsiasi essere “testosteronico” con figli gli faccia la stessa domanda…

LP: Assolutamente sì

PILAR: Bene, perché è importante. Come faccio a conciliare tutto? Come fanno tutti, gioco a Tetris. E’ coinvolto tutto il mio nucleo familiare, il mio compagno, i nonni, due baby sitter, una ad Alghero e l’altra a Roma e poi – importantissimo – il bambino sta imparando a viaggiare. L’ho portato anche a Bologna, Bolzano, Lione, Altamura, Cagliari… dovrà imparare a stare con e senza di me. Sono molto felice del mio bambino e mi dispiace di non aver avuto la possibilità di farlo prima perché i figli ti fanno perdere meno tempo. Cioè, ne hai talmente poco che riesci a fare il triplo delle cose che facevi prima e diventi sanamente feroce, in senso buono, non in senso egoistico. Ti vien da dire meglio: questo sì o questo no.

LP: A me piace moltissimo come scrivi, hai mai pensato di scrivere un libro?

PILAR: Grazie, sei molto cara. Non sei la prima persona che me lo dice ma io non credo nelle vocazioni tardive. Sono molto amica di svariati romanzieri, letterati, gente che scrive di mestiere e quindi ho troppo rispetto per il loro lavoro per iniziare a farne uno così. Ma poi, non mi è mai venuto in mente di scrivere romanzi, tra tutti i generi a me piace quello meno remunerativo, scrivo versi da quando avevo 14 anni, credo di avere tre raccolte nel cassetto..

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LP: Noto nelle tue performance sempre una massima attenzione al dettaglio ed ai particolari, è vero?

PILAR: Sì, in effetti quello che maggiormente mi fa andare fuori di testa, sia nel mondo della musica che in generale, è l’approssimazione, il ‘tanto è uguale’, il non avere cura delle cose. Un progetto come il mio che è artigianale ha bisogno di maggiori attenzioni, di particolare cura dei dettagli. Oggi la gente non compra dischi come prima, non esce facilmente di casa, deve avere una buona giustificazione. La cura aiuta la partecipazione.

LP: Ci racconti qualche aneddoto divertente durante la registrazione dell’album “Luna in ariete”?

PILAR: Sono talmente tanti che non saprei da dove iniziare… Ti posso dire che ho registrato il disco in tre sessioni durante la gravidanza al quinto, sesto e settimo mese, volendo proprio fare una performance. E’ stato talmente arduo che, essendoci riuscita, la mia autostima è cresciuta esponenzialmente…! Siamo passati dal forfait di un musicista (per motivi di salute) alla neve; da un incendio di materiale tossico accanto allo studio alla mancanza di corrente per 18 ore, con mia relativa scena madre, con tanto di pancione, a urlare con i tipi dell’Enel perché non avevano messo il cartello dell’annuncio dei lavori. Oppure mi viene in mente la scena di mio padre che arriva con il catering del pranzo e la macchina piena di lasagne e palloncini bianchi enormi. Sembrava la scena di un cartone animato.

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LP: Hai collaborato con tantissimi musicisti, ma c’è ancora qualcuno con cui proprio ti piacerebbe suonare?

PILAR: Sarebbero tanti, non solo uno… Il sogno proibito è di fare un duetto con Tom Waits, un artista straordinario, e poi altro sogno proibito, visto che uno dei suoi dischi (north – nord) è stato di ispirazione per questo album, è Elvis Costello… Poi adesso sto iniziando una collaborazione con un musicista bravissimo, Andrea De Carlo (omonimo dello scrittore) contrabbassista jazz, poi primo contrabbasso in uno dei più importanti enti lirici italiani, laureato in fisica e scrittore… Poi succede che si innamora follemente della viola da gamba e della musica barocca, abbandona tutto ed ora è uno dei maggiori gambisti a livello europeo. Con lui abbiamo iniziato da qualche tempo a costruire un progetto che si chiama “Autumn Sleeves”, anche insieme al sassofonista Javier Girotto. Tengo molto a questo progetto perché unisce la musica barocca contaminata con quella popolare e la pratica improvvisativa. Speriamo di poter concretizzare questa bellissima alchimia!

Per le nuove date del tour è possibile visitare il sito ufficiale: Pilar.it

(Laura Papa)

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